Contrariamente a ciò che spesso si legge in giro, i soldi guadagnati con le società di affiliazione (web advertising come Google AdSense o eDintorni) vanno sempre dichiarati al fisco, anche se si tratta di poche centinaia di € l’anno.
Con la nuova legge inoltre bisogna distinguere per introiti fino a 5.000 € l’anno e oltre i 5.000 €.
Nel primo caso, fino a 5.000 € l’anno, si viene pagati o per
prestazione occasionale oppure come procacciatore di affari (ogni
singola società di advertising si comporta in modo differente).
In entrambi i casi la società in questione generalmente si farà carico
di preparare le ricevute e versare la ritenuta d’acconto. I compensi
non sono soggetti ad Iva. La ritenuta d’acconto per chi ha un reddito
basso potrebbe essere recuperabile (chiedere ad un commercialista). La
situazione si complica ulteriormente se si usano società di
affiliazione estere o extracomunitarie.
Nel secondo caso, se l’ammontare annuo supera i 5000 € è
obbligatorio aprire la Partita Iva. In questo caso sarà necessario
rivolgersi ad un commercialista esperto (e su questi temi non è affatto
una cosa semplice) che dovrà valutare, nel vostro caso specifico, cioè
in base al peso % delle varie entrate (vendita di spazi a prezzo fisso,
oppure guadagno in % sul procacciato), che tipo di Partita Iva aprire.
Per maggiori informazioni consultare i siti Altalex e FiscoItalia
Fonti :www.pietrodigiorgio.it
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